Rosa setigera
The Prairie Rose
Questa rosa è diffusa in un vastissimo areale dell’America settentrionale. Per il suo portamento strisciante ho preferito farla arrampicare su di un susino dove grazie alle sue spine ad uncino si aggancia a meraviglia.
Questa rosa è diffusa in un vastissimo areale dell’America settentrionale. Per il suo portamento strisciante ho preferito farla arrampicare su di un susino dove grazie alle sue spine ad uncino si aggancia a meraviglia.
Ingredienti
Scottare il rabarbaro con un pò di zucchero finchè ha buttato fuori gran parte dell’acqua (buona da bere e diuretica-lassativa). Imburrare leggermente una pirofila che andrà in tavola e porvi il rabarbaro. Leggi il resto di questo articolo…
Non solo gli aceri ed i cornus hanno delle varietà che producono splendidi rami rossi utili a colorare il grigiore autunnale o addirittura spiccare vistosi sul manto di neve del freddo inverno.
Nello stand di “Amici in Giardino” grande curiosità ha destato Rino Mariani
il maestro cestaio che arriva dalla Lunigiana (Toscana)

Il maestro Domenico Molfetta
Nato nel 1936, sposato e padre di quattro figli, è stato insegnante elementare per 40 anni a Cercivento, Ligosullo e infine a Sutrio, dove vive dal 1960, anno del suo matrimonio.
Dal 1988 al 1996 è stato presidente-direttore del Museo Carnico delle Arti e Tradizioni Popolari di Tolmezzo, di cui è tuttora consigliere; è stato vicepresidente della SFF (Società Filologica Friulana) per un quinquennio; dal 1984 è socio corrispondente della Deputazione di Storia Patria per il Friuli. E’ socio fondatore della UTE (Università della terza età) della Carnia, di cui è docente da oltre 20 anni in “Piante spontanee officinali e mangerecce nella tradizione carnica”. Ha tenuto numerose lezioni e corsi, su vari argomenti, per animatori e operatori culturali, sotto il patrocinio dell’AIAT.
E’ autore di un centinaio di saggi storici ed etnografici, su svariate tematiche locali, pubblicati su importanti riviste specialistiche come “Ce fastu” e “Sot la nape”, di cui è stato uno dei redattori. Molte le pubblicazioni monografiche.
resoconto di Anna Maria.
foto di Bruna Blocca

Sui colli vicino a Moruzzo ci sono dei posti particolari che Giuliana e Luigi frequentano da anni. Sono boschi, sottoboschi e un piccolo fiume, il Liole che li percorre qua e là.
Non sono coltivati, nè occupati da parchi giochi o tavolini da picnic.
foto di Bruna Blocca

Sui colli vicino a Moruzzo ci sono dei posti particolari che Giuliana e Luigi frequentano da anni. Sono boschi, sottoboschi e un piccolo fiume, il Liole che li percorre qua e là.
Non sono coltivati, nè occupati da parchi giochi o tavolini da picnic. Leggi il resto di questo articolo…

Ecco una rosa che si può definire “antica” che ha però la possibilità di rifiorire.

E’ una rosa appartenente al gruppo delle Ibride Perpetue che anticiparono le rose moderne con la loro rifiorenza.

Una Ipomea dal colore sgargiante da far salire sui rami nudi delle rose rampicanti. La fioritura alla fine dell’estate compensa la scarsità di fiori della rosa.

Vidi questa rosa per la prima volta all’interno del Castello di Strassoldo; borgo medievale in provincia di Udine, molti anni fa. Allora non era molto diffusa e i vivaisti non la conoscevano.

Sembra che questa varietà di Centifolia sia dichiarata estinta, in effetti, a parte il disegno di Redoutè, non l’ho mai vista in nessun catalogo e in nessun vivaio.

E’ una splendida rosa italiana, ottenuta da quel grande maestro ibridatore che fu Domenico Aicardi. Nel 1933 vinse il primo Concorso Nazionale per la più bella rosa di origine italiana, tenutosi a Roma.

Da alcuni anni in giardino si sono stabilite le Raganelle che sembrano apprezzare molto la protezione degli arbusti spinosi delle rose e sicuramente anche una certa qualità dell’ambiente dove non si fa praticamente uso di pesticidi.
Altri link
Articolo inserito anche nel blog di Renato Ronco vai all’articolo