Giardinaggio stagionale: i lavori in giardino

mercoledì, 27 giugno 2018

Cure delle rose rifiorenti durante l’estate

Si è appena conclusa la grande esplosione dei colori della fioritura primaverile che, si presenta l’immediato bisogno del nostro intervento per preparare le rose rifiorenti alla calda estate.

Iniziamo eliminando i fiori appassiti, tagliando sopra la seconda o la terza foglia partendo dal fiore, a seconda della lunghezza dello stelo. Va ricordato che, tra un Ibrido di Tea, una Floribunda, una R. chinensis e una Tea ci sono delle differenze di struttura pur essendo tutte rifiorenti. Ecco perchè il punto preciso del taglio va ragionato e non deve essere rigido e tassativo. Per esempio, nella Portland ‘Rose de Rescht‘ (vedi foto), dotata di buona rifiorenza e con internodi molto vicini, in certi casi, si può tagliare sopra la prima foglia e in altri anche sopra la terza.

È bene sapere anche che, le rose sulle quali si interviene, potando i fiori appassiti in un unico momento (fine delle fioritura di tutto l’arbusto), si stimola la partenza di nuovi germogli ottenendo così una rifiorenza ad episodi. In pratica, pulendo i rosai in questo modo, si possono avere, con clima favorevole, da tre a quattro fioriture prima dell’inverno.

Se invece l’eliminazione delle vecchie corolle comincia immediatamente, man mano che appassiscono, otterremo come risultato di avere degli arbusti sempre belli e puliti, gli steli che sono stati potati per primi, rispetto a quelli che stanno ancora fiorendo, inizieranno a preparare nuovi germogli in anticipo. Utilizzando questo metodo si potrà ottenere una rifiorenza quasi continua, con minor numero di fiori in contemporanea ma distribuiti nel tempo. Naturalmente ci sono anche altri fattori che influiscono sulla rifiorenza delle rose, non solo le nostre cure ma anche il terreno, il clima e la posizione d’impianto sono sicuramente determinanti.

È bene sapere comunque che, all’interno del gruppo delle rose definite “rifiorenti” esistono rose meno rifiorenti di altre. Per esempio ‘New Down’ non è certamente rifiorente come ‘Mme Alfred Carriere’, parlando di rampicanti e che ‘Rose de Rescht’ e ‘Stanwell Perpetual’(vedi foto) presentano rifiorenze migliori di molte rose moderne e sicuramente sono più rustiche.

In giardino in genere, qualsiasi seccume, sia di arbusti, perenni o anche alberi, è preferibile eliminarlo prima possibile appena si presenta. Anche le rose rugose sono rifiorenti e meritano un discorso a parte, alcune varietà producono bacche molto ornamentali, in quel caso si interviene alla fine di luglio, inizio agosto, per eliminare le bacche ormai stramature e quindi con una leggera potatura di pulizia per stimolare l’emissione di nuovi germogli per la fioritura di fine estate. Per le varietà che non producono bacche si procede come per le altre rose rifiorenti. Nelle rose rugose, bisogna prestare attenzione alle eventuali deformazioni dei rami (ingrossamenti anomali) causate dai buprestidi che andrebbero eliminate, tagliando immediatamente sotto l’ingrossamento per evitare un ulteriore diffusione dell’insetto. L’attacco di questo parassita può portare alla perdita delle rose, in particolare quelle che non riescono a pollonare.

Un’ultima nota da aggiungere riguarda la protezione delle radici delle rose con alte temperature ed in caso di siccità. Conviene proteggere il ceppo, specialmente le rose di recente impianto (cioè uno-due anni) con pacciamature di erba di sfalcio o terriccio maturo, anche se avete la possibilità di bagnare. Sulle rose in difficoltà, intervenite accumulando un monticello di terra sciolta e compost sino a coprire il ceppo e parte dei rami. Mantenete il terreno fresco con leggere innaffiature. L’intento è quello di far emettere radici ai rami superstiti, come fossero delle talee affrancandosi così dal ceppo legnoso e non più vitale. È un esperienza personale che mi ha permesso di salvare rose vecchie in condizioni stentate.




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