domenica, 9 febbraio 2014

Il curriculum verde delle sorelle Salon

A Piano Arta esiste un giardino a forma di anfiteatro quasi abbracciato all’Albergo Salon, che si può scoprire all’improvviso oltre le ampie vetrate della grande Sala da pranzo. Un terreno riparato, saliente, con percorsi ed altane su pietre, cinto da un muro semicircolare di sassi e proteso verso il cielo in cui si innalza il Campanile della Chiesa di Santo Stefano.

E’ il giardino della famiglia Salon, creato nel tempo scavando un prato acquisito dai Conti Della Porta, un giardino “segreto” in quanto nascosto, sorprendente e mutevole nelle stagioni.

In inverno pare una piccola arena carica di storia, deserta e magica, animata dalle vegetazioni perenni. A primavera diventa via via un trionfo di fioriture cominciando dagli alberi, noccioli ritorti, betulle, bambu… antiche piante autoctone, alcune dimenticate e recuperate come per mantenere un’identità a tutti i costi, trasferite in questo lembo di terra reso pazientemente favorevole alla loro sopravvivenza e varietà.

E poi crocus, tulipani, peonie, soprattutto i robusti cespugli ramificati delle rose galliche, damascene, canine. Qui Fides componeva i suoi eleganti mazzi pieni di colore e profumi, opere d’arte del gusto e della passione.

Il giardino comprende anche un orto di erbe aromatiche e officinali, ricercate ovunque in Carnia e gelosamente coltivate da Bepi che le usava con genio, riproponendo piatti di una tradizione locale centenaria, lasciate ora alle cure delle figlie.

In questo straordinario microcosmo, chi fosse preso da incantamento, nostalgie, ripensamenti, può raggiungere salendo un breve tratto pietroso, l’angolo del pensiero o della poesia, dove sedersi celato “in profondissima quiete e infinito silenzio” dentro i cicli stupefacenti della natura.

Sempre dei Salon, non lontano – in Via Castagneto – si estende un altro giardino più recente, piano ed agevole come un cortile al sole sotto casa, ancora luogo di sani alberi originari, se si esclude un esotico ulivo argentato pieno di vita, dono degli amici a Marilena.

Sito di ellebori e ortensie, cespugli di rose ormai rare, piante rampicanti i cui colori disegnano intorno gradazioni cromatiche intonate e luminose, escludendo la sfacciataggine dei rossi.

Un’aiola di mughetti, tipo il leggendario posto delle fragole, romantico tocco liberty, e l’andirivieni di uccelli e piccoli animali.

Giace inoltre dissodato, in questo spazio seducente, un orticello dove cresce ciò che serve all’estro gastronomico del giorno, sapori, verdure, essenze.

I giardini Salon sono accessibili agli amici e a chiunque, passando, colga le ragioni anche morali di uno splendore del genere, dovuto alla conoscenza del passato, al sentimento del presente e alla responsabilità del futuro.

L’impegno ostinato di Marilena e dei fratelli Salon,fedele al lungo esempio dei genitori, persino temerario dati i tempi, migliora un mondo dove “essere di paese” vuol dire sentire l’obbligo di conservare e trasmettere la bellezza.

Alcune foto del giardino




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