martedì, 24 dicembre 2013

Il curriculum verde di Clara

Ripercorrere le proprie esperienze giovanili aiuta a dare un senso alle passioni che ci guidano a fare le nostre scelte. Andando indietro nel tempo mi rivedo bambina, in un paese di campagna, a stretto contatto con la natura e gli animali.

Un pò più grandicella, con la bici ed un’amica, sono cominciate le scorribande nei paesi limitrofi, alla ricerca delle ville padronali con relativi giardini.

Anche la casa della nonna, dove abitavo, aveva un cortile in cui c’era un tiglio, un caco, un fico, un grande orto e poi ortensie, pelargoni, belle di notte… Sotto il gelso, vicino alla pompa dell’acqua, una distesa di mughetti,la pergola costituita da un grande glicine, la vite di uva fragola che saliva fino al terrazzo del primo piano. A dodici anni ho lasciato il paese e mi sono trasferita in un centro più grosso, dove sono andata a vivere in un appartamento e… mi sono sentita in prigione, mancandomi gli spazi, il verde e il senso di libertà che la campagna offre.

Trascorrono anni di vita “civile” ma l’imprinting ricevuto si è manifestato appena se ne è presentata l’occasione. Desideravo un pezzetto di universo da gestire a mio piacimento.

Circa venti anni fa un campo, con fiume incorporato, stava lì aspettando che mi prendessi cura di lui. Detto, fatto! Incomincio con la siepe informale, formata da arbusti vari: sempreverdi e caduchi. Poi è il momento delle aiuole situate intorno al marciapiede che procedono lentamente e poco per volta per mancanza di tempo. Questo si è rivelato un vantaggio in quanto, non avendo una visione d’insieme, aspettavo “l’effetto che fa” e procedevo oltre.

Con il tempo ho capito l’impronta che volevo dare al giardino: era quella di un aspetto “naturale” verso il fiume e più strutturato all’ingresso ed intorno alla casa. Sul retro, dove esistevano già acacie e un pioppo, ho aggiunto due salici, un sambuco e un biancospino raccolti dai fossi. In una parte di esso ho realizzato un boschetto con colori interessanti in autunno: acero, sommaco, liquidambar, evonimo, olmo aurea…

Tutto questo si è concretizzato con l’impegno e la volontà ma anche grazie all’aiuto degli amici giardinieri che mi hanno supportata con consigli prezioni e il dono di diverse piante. Il mio desiderio si è avverato.

Ora, passo il tempo a sperimentare, passeggiare, osservare e riflettere nel pezzetto di mondo che mi ha consentito di ricollegarmi ai ritmi naturali dei quali la vita “civile” mi aveva privato, perchè gli uomini (intelligenti) li hanno persi mentre le piante (stupide) li hanno mantenuti.

Clara

Alcune foto del mio giardino

robinia banksiae purezza

robinia banksiae purezza

rosa ballerina

rosa ballerina




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