sabato, 4 gennaio 2014

Il curriculum verde di Daniele

Ho letto le vostre storie, raccontate, che avete voluto condividere con tutti i soci di amici in giardino… meravigliose.

Mai, mi sono detto riuscirò ad esprimere a parole quello che il verde e la natura rappresentano per me, non a tutti infatti è concesso il grande privilegio di riuscire in poche righe a concretizzare un sentimento, un ricordo, un profumo… voi lo avete fatto invitandomi a sedere in quell’angolo un pò nascosto del vostro giardino e del vostro cuore.

La mia storia è diversa, nasco all’epoca del terremoto come perito edile, studio professionale, progetti di case, direzione di cantiere, calcoli di cementi armati e strutture reticolari in ferro ma… qualcuno mi chiede di progettare il giardino del centro anziani di Faedis donato dagli americani che poi viene realizzato.

E’ questo il momento in cui cambia la mia vita non più ferro o cemento ma piante e prati, fiori e bulbi.

Ho studiato incessantemente perchè la materia mi era sconosciuta, ancora oggi studio perchè mi sembra di non saperne mai abbastanza.

In trent’anni di giardini ne ho costruiti molti e ciascuno mi è rimasto impresso nella memoria, mi basta chiudere gli occhi e rivedo ognuno di essi, costruiti a misura di chi ci abita, forse ricordo meglio i giardini che i proprietari.

Quando ritorno da loro, dopo molti anni, è come incontrare un figlio lasciato piccolo e ritrovato adulto.

Come con i figli si semina, si progetta un futuro migliore e se non si incappa in “cattive compagnie” lungo il percorso di crescita, nel figlio adulto ci si rispecchia scoprendo in lui parte di noi.

Nella mia vita di giardiniere come dico sempre ho più rifatto che fatto, questo perchè se i giardini vengono costruiti da certi vivaisti si trasformano in piccoli vivai e non hanno il carattere del giardino, una buona mano la danno anche i cosidetti tagliaerbe (giardinieri professionisti improvvisati) che combinano disastri inenarrabili.

E’ forse per questo che stanco di rifare, conscio che la cultura del verde va seminata e coltivata se si vuole coglierne i frutti, ho cominciato a tenere dei corsi, cercando di insegnare tutto quello che avevo appreso e cogliendo al tempo stesso tutto quello che gli allievi potevano trasmettermi.

Mi occupo ancora delle mie piante e lo farò finchè potrò,una mia grande soddisfazione oggi è vedere i giardinieri che ho formato eseguire dei lavori di tutto rispetto ma soprattutto nei loro lavori vedo amore e passione, gli allievi che mi incontrano anche dopo molto tempo mi ringraziano per quanto sono riuscito a trasmettergli, come con le piante quello che doni viene restituito.

Vi lascio una poesia…

Pioppi
Nel vostro sottile camice d’argento
sembrate sognare la sera
e sognan le foglie più alte
d’esser brune radici
sentire il trascorrere lieve di larve
per oscuri sogni della pastosa terra
e sognan le brune radici
d’esser le foglie più alte
ebbre di azzurro e di canti
ma quando la luna scompare
i pioppi diventan grigi
accetta la foglia d’esser foglia
e la radice d’esser radice.

La natura sa che ogni cosa ha il suo posto e il suo ruolo, quindi nei giardini che formo tengo conto che questo non è solo piante e fiori ma un complesso vivente comprendente uccelli, insetti, anfibi, pesci ed infine UOMO, l’unico in grado di rovinare l’equilibrio che si instaura in un giardino, ragion per cui prima di affidargli la crescita istruisco l’UOMO, vero intruso, a rispettare quanto ci è stato generosamente donato.

Daniele

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