domenica, 7 aprile 2013

Il curriculum verde di Rita

Il mio giardino non si attiene a nessuno dei criteri tradizionali di cui si è parlato nei nostri numerosi incontri perché è stato messo insieme in tempi abbastanza lunghi e per necessità molto diverse.

L’abitazione è una vecchia casa di contadini, costruita dai miei nonni per viverci ma anche per lavorare e produrre tutto quello che serviva per mandare avanti la famiglia.

La nonna coltivava l’orto ma anche tanti fiori, erbe aromatiche, fragole, ortaggi che poi vendeva al mercato di Palmanova o alle famiglie a cui portava anche il latte (faceva “le rivindiule” si dice così?). Poi le vicende della vita hanno cambiato tante cose. I miei genitori hanno continuato a fare i contadini e ogni angolo di terreno era usato per coltivare verdura, grano, viti e qualche albero da frutto.

Quando mio papà cominciò ad avere seri problemi di salute questo appezzamento di terreno fu diviso a metà. Una parte continuò ad essere coltivata ad orto, mentre nell’altra furono piantati querce, pini marittimi, betulle, cipressi ed altri sempreverdi che nel giro di pochi anni hanno creato un bosco.

Dopo un periodo trascorso via da questa casa sono ritornata a viverci e nei pochi spazi liberi ho cominciato a piantare dei fiori che io ho sempre molto amato. Qualcuno di quelli della nonna c’era ancora, ma molto pochi. Molti finivano decapitati da mio papà (della serie “fammi povero che ti farò ricco” o “mi fanno ombra nell’orto”) e così regolarmente morivano. Ogni primavera compravo qualche pianta che mettevo come bordura al mio giardino ma il lavoro, la casa, i figli ecc… non mi permettevano di dedicare loro molto tempo.

Nel 1997 io mi ammalai, intervento chirurgico, ricoveri, cure molto pesanti e infine il ritorno a casa. Le prime uscite in giardino, una gemma nuova, un bocciolo che si schiudeva, i colori della natura.

I colori dei fiori mi facevano star bene. Così, piano, piano ho cominciato a riprendermi e a godere nel piantare sempre qualcosa di nuovo, nel vederlo crescere e fiorire, soprattutto i colori mi davano emozioni. Così ho continuato a piantare, seminare, concimare senza un criterio preciso, cercando solo di accontentare le piante per vederle crescere bene.

Ora il mio giardino è colmo di fiori: rosai, peonie, ortensie, iris, narcisi, arbusti di ogni genere e tanti colori.

Ritengo che tutto questo sia stata la miglior cura per uscire dalla mia malattia e ogni anno aspetto ansiosa la primavera che rinnova sempre questa magia.

Rita

Alcune foto del mio giardino




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