domenica, 7 aprile 2013

Il curriculum verde di Valery

GIARDINAGGIO CHE PASSIONE

Di certo non immaginavo essere predestinata a diventare una giardiniera.

Cresciuta in una grande città dove gli alberi più diffusi erano i platani, gli uccelli che potevo osservare erano i piccioni e i passerotti, i fiori? quelli delle aiuole cittadine e le stagioni erano annullate dalla disponibilità di frutta e verdura ‘senza tempo’: fragole in inverno, zucchine a novembre, uva a Pasqua. Vita professionale frenetica con frequenti viaggi all’estero non mi permettevano quella serenità mentale per osservare veramente la natura, che tuttavia amavo e cercavo di difendere, almeno a parole. Attivista verde!

Sono stata fortunata. Le turbolenze della vita mi hanno riportata in Italia, a 46 anni ricomincio tutto da capo. Una nuova casa, questa volta con un giardino. Lascio il lavoro. Devo riciclarmi. Devo trovare nuovi punti di riferimento, nuove passioni.

Ancora non penso al giardinaggio, non avendo alcuna esperienza, penso alla pittura. A scuola ero bravissima a disegnare. Mi iscrivo ad un corso piena di speranze: avrei mai imparato a dipingere un campo di grano e papaveri? Oppure un ruscello che desse la sensazione di freschezza?
Nulla di tutto questo è avvenuto, semplicemente non sapevo più tenere una matita in mano. Sconsolata e delusa ho rinunciato alla pittura.

Cosa potevo fare?
Aspettando che scocchi la scintilla giusta mi sono iscritta ad un corso di giardinaggio biologico, giardino naturale, compostaggio, assolute novità per quei tempi in Italia, parliamo di quasi 20 anni fa, nel 1993. Ma per me, che arrivavo dalla Svizzera, dove questi pensieri erano già ben radicati, era materia ‘facile’. Il mio maestro, Aldo Jop, persona straordinaria e anche un po folle, quella follia simpatica che hai voglia di emulare, era dotato di grande cultura botanica e di passione per la natura. Mi ha affascinata, e la mia avventura di giardiniera autodidatta è iniziata con lui.

Da allora ho avuto la possibilità di creare i miei giardini. Parlo al plurale in quanto ho avuto la grande gioia di crearne ben tre. Il primo, un giardino di media grandezza, è stato il giardino dell’apprendistato, cercando di leggere ed imparare il più possibile, cercando di carpire i segreti dei grandi giardinieri, tante notti insonni passate sui libri…poi mio marito decise che lo spazio ‘verde’ di Casarsa della Delizia era diventato troppo piccolo, ma non il giardino, l’orto! La sua passione. Nel 1997 inizia l’avventura del giardino di San Vito al Tagliamento, chiamato “Il Sasseto” perché poggia su un letto di sassi e sabbia, il Fiume Tagliamento è molto vicino.

Con grande entusiasmo e un bel po’ di incoscienza, vista l’immensità del futuro giardino, 7000 m2, accomunata ad un terreno non proprio facile per l’insediamento di piante, mi metto al lavoro per creare il giardino del mio cuore: un giardino con bordure miste, fiori colorati, rose, ortensie, un laghetto…Ho fatto corsi di progettazione, corsi di potatura per le rose, non avevo altre letture che libri e riviste di giardinaggio per approfondire la mia conoscenza sugli alberi, arbusti e perenni. Frequentavo le numerose fiere flor-vivaistiche, incluse quelle all’estero. Ci sono voluti alcuni anni di tenacia e di grande lavoro, ma la passione per il giardinaggio ha prevalso sulla fatica e le inevitabili piccole delusioni colturali dettate dall’inesperienza. Oggi mi sento di dire che sono riuscita a creare il mio sogno.

E’ bello poter pensare che, oltre a lavorare, mi sono divertita. Ho anche goduto della generosità della natura, ho subito il suo fascino. Ho assaporato la gioia profonda del passeggiare in giardino ad osservarne i fiori, sentirne i profumi, bearmi della loro bellezza. Ho amato la magia e il ritmo lento delle stagioni che tornano e che ci ricordano che il tempo passa. Ho anche sofferto tanto della sua durezza, le gelate micidiali, le grandinate che distruggono il giardino, magari quando è nel momento migliore… una stretta al cuore. Confesso, ho pianto per il dispiacere!

Così, immersa nel grande giardino sono passati 15 anni meravigliosi. Purtroppo, ad un certo punto, ci siamo accordi che l’immensità del giardino sommata agli anni che avanzavano, non ci permettevano più quella serenità mentale necessaria a persone di una certa età. Decidiamo di lasciare la grande casa e il grande giardino per andare ad abitare in città. Siamo stati fortunati, l’appartamento che abbiamo scelto ha un giardinetto di pertinenza tutto nostro, 100m2 incluso il marciapiede, l’ho chiamato ‘Giardino tascabile’.

Potrò continuare a fare la giardiniera.

Questo piccolissimo giardino mi da le stesse gioie di quello grande, anzi forse di più, qui faccio tutto da sola: poto, pianto, trapianto, curo… La creatività segue le stagioni e io sono felice.

Felice d’essere diventata una vera giardiniera, anche se credevo non essere predestinata.

Valery

Alcune foto dei miei giardini




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