venerdì, 14 settembre 2012

Il santo patrono dei giardinieri: Saint Fiacre

Cari giardinieri, vi trascrivo la storia e legenda del nostro Santo Patrono

Saint Fiacre il patrono dei giardinieriIl santo patrono dei giardinieri si festeggia il 30 agosto, ma in alcune località europee il 30 aprile, è lo scozzese san Fiacre. Figlio del re Eugenio IV i Scozia, nato intorno al 600, rifiutò sin da giovanissimo il trono paterno trasferendosi in Francia, a Meaux, per poter frequentare il vescovo di Faron. Questi mandò il giovane principe nella foresta di Breuil, in modo che potesse seguire la sua vocazione. (alcune leggende dicono che sia nato in Irlanda e non in Scozia, ma poi le storie concordano sul fatto che sia andato in Francia)

Il vescovo avrebbe assegnato al giovane, nella foresta, il terreno che egli fosse riuscito a delimitare nell’arco di una sola notte: miracolosamente la vanga entrò nella terra alla velocità della folgore e Fiacre ebbe così una grande tenuta, in cui coltivò rigogliosi giardini, orti e frutteti. Ne ricavò frutti e ortaggi che donò ai poveri accorsi numerosi, arrivavano da lui anche per farsi curare il corpo e la mente. I fiori invece ornavano la cappella da lui eretta in onore della Vergine Maria.

Quando Fiacre morì, nel 670, il profumo dei fiori nei giardini di Breuil divenne così penetrante che tutta l’aria intorno ne fu saturata. Subito incominciarono i pellegrinaggi sulla sua tomba, e continuarono intensamente nei secoli tanto che, nel 1620, Nicole Sauvage creò un servizio regolare di trasporto da Parigi alla tomba del santo. Le carrozze utilizzate presero il nome di ‘fiacre’, proprio il nome del Santo.

Sembra che tuttora, ogni anno, nell’anniversario della morte, i fiori coltivati da Fiacre appaiano all’improvviso emanando un sentore così penetrante di invadere tutta la zona del monastero, il profumo svanisce al calare delle tenebre e i fiori si chinano verso la tomba del Santo per poi scomparire.

Curiosità: L’inzaffardatura (miscela in parti uguali di acqua, letame e terra) dove vengono immerse, prima dell’impianto, le radici nude dei fruttiferi, degli alberi, degli arbusti e dei rosai ha preso il nome di ‘unguento di san Fiacre‘ perchè si dice che fu lui il primo a prepararlo.

Personalmente ritengo la pratica dell’inzaffardatura indispensabile per dare a tutte le piante a radice nuda quella ‘chance’ in più nel difficile periodo dell’attecchimento.

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