venerdì, 20 novembre 2009

L’impossibile rosa blu

Cenni storici

rosablu

Anni fa, in Australia, sembrava che stesse per vedere la luce la desiderata rosa blu. La stampa locale riportò che, grazie agli sforzi uniti della Calgene Pacifìc di Melbourne e di un’industria giapponese, la Suntory ltd. si stava per inserire nel corredo cromosomico della rosa il gene portatore del colore blu. Alcuni giornali inglesi, come il “Daily Telegraph” e il “Times” commentarono ironicamente il fatto.

Il “Daily Mail” richiamò l’attenzione sui precedenti tentativi, tutti falliti, d’innestare il gene portatore dell’azzurro delle petunie. Nello stesso periodo appare sulla rivista “The Rose” un inquietante articolo di Sean McCann, specialista del settore, secondo il quale il sistema di ibridazione del tempo sarebbe stato reso insignificante dal rimescolamento dei geni e dalla rivoluzione cromosomica ad opera dell’ingegneria genetica. Comunque anche il tentativo australiano si rivelò un fallimento a causa dell’instabilità e della successiva totale scomparsa del colore.

Uno dei migliori tentativi fu fatto nel 1964, ad opera di Tantau, un ibridatore tedesco. Egli incrociò una pianta da seme di ‘Sterling Silver’con una pianta da seme non conosciuta. Ottenne così ‘Blue Moon’ che per molto tempo rimase la rosa che più si avvicinava al desiderato color blu.

Essa è conosciuta anche con i nomi di ‘Sissi’ e ‘Mainzer Fastnacht’; è una rosa vigorosa ed eretta che può superare tranquillamente il metro e mezzo di altezza, risulta alquanto sensibile alla ticchiolatura.

Alcune rose con tonalità viola porpora, rosso violetto o anche sfumanti nel viola di Parma.

  • Cardinal de Richelieu: viola porpora, con viraggio al viola di Parma con il passare del tempo. Profumata.
  • Veilchenblau: con fiori piccoli, semidoppi, viola rossastro con centro bianco, che tende molto presto al color fiordaliso. È anche conosciuta come “Rosa Blu”. Durante i suoi passaggi di colore è probabilmente quella che più si avvicina a tonalità d’azzurro.
  • Marie Viaud: fiori piccoli a mazzi, rampicante come Veilchenblau, con tonalità più scure di color viola con riflessi blu.
  • Blu Magenta: rampicante con fiori doppi, molto vicina alla Veilchenblau, ma con colore viola scuro che sfuma nel violetto di Parma.
  • Violacea: con tonalità porpora vellutato da riflessi viola. Una gallica a fiore semplice, molto antica.
  • Blue Moon: rosa famosa, con fiori grandi pluripetali, molto profumati. Il colore è lilla chiaro tendente al fiordaliso, con il caldo tende verso il rosa, con un clima fresco il rosa diventa più intenso.
  • Ametista: ibrido moderno a fiore grande con i bordi dei petali rosa carminio, sfumante verso il centro in lilla intenso, col clima giusto ha proprio il colore del fiordaliso. Molto profumata.
  • Astrea: una rosa mini dai fiori doppi eleganti, poco comune, color viola tendenti al lilla scuro.
  • Eminence: molto simile alla Blue Moon, con fiore inizialmente conico, color lilla tenue che non cambia con il clima. Pianta vigorosa, tende a crescere più della stessa Blue Moon. Diffìcile distinguerle se non sono vicine.
  • Sterling Silver: rosa molto nota con fiori di grandezza media, molto profumati, di color lilla chiaro. Ibrido moderno.
  • Florence Delattre: molto interessante questa rosa di Guillot. Un’arbustiva simile ad un ibrido di Moschata con fiori a rosetta, di grandezza media, con tanti petali, delicatamente profumati. Il colore è quasi celeste, simile a quello dell’epatica; in autunno il colore cambia in viola chiaro con sfumature più intense al bordo dei petali esterni. Florence Delattre fa parte della linea denominata “Rosa Generosa” che la famiglia Guillot ha sviluppato nell’ultimo decennio. Rhapsody in Blue: rosaio a portamento arbustivo che può raggiungere 1,50 mt di altezza, ottenuta da un ibridatore inglese nel 1999, si presenta con fiori di un intenso blu violaceo su cui spiccano gli stami dorati.

Si potrebbe continuare ancora con molti esempi. Molte sono le rose che nell’arco della loro fioritura si avvicinano alle sfumature del fiordaliso o del violetto di Parma, o anche a qualche riflesso viola-blu, ma il blu del Delphinium, dell’aconito o l’azzurro della genzianella restano un mito.

Un mito sembra debba rimanere anche quello della rosa nera. In questo caso la difficoltà di ottenere una rosa di color nero fuliggine non è di origine genetica, come per la rosa blu, bensì di origine tecnica. Tra le migliaia di incroci fatti annualmente è possibile che qualche ibrido sia di tonalità molto scura, vicina al ricercato nero. Il problema sorge quando queste rose aprono le corolle. Il colore nero assorbe la radiazione solare molto più degli altri colori, così che dopo poco tempo si ha la bruciatura dei petali, che quindi si sbriciolano. Si può constatare la scarsa resistenza al sole su molte rose rosso scuro.

Gli ibridatori stanno lavorando per ottenere rose dal colore molto vicino al nero e resistenti alla luce solare. Per la rosa blu si può sempre sperare in una mutazione naturale, un regalo da parte di Madre Natura.

Autore: Romeo Comunello

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