Giardinaggio stagionale: i lavori in giardino

sabato, 17 novembre 2018

Novembre – dicembre 2018

Questo era il mese in cui, in passato, solitamente, faceva comparsa la brina, portando le prime gelate, cristallizzando campagne e giardini. Sarà ancora così? L’innalzamento della temperatura è sotto gli occhi di tutti, sembra che per sentire  i suoi dolorosi effetti non sarà necessario  aspettare dei decenni. Comunque sia, mese dopo mese, con il caldo o il freddo, il giardino aspetta il suo giardiniere che lo curi, che lo poti, lo concimi e magari lo rinnovi altrimenti ci penserà la natura a trasformare tutto come il ritardo della fioritura della Yucca Gloriosa a novembre.

In questo periodo, almeno per noi, ha inizio una lunga e noiosa incombenza: la raccolta delle foglie. Sono tollerate sotto gli arbusti e nelle aiuole dove fanno da pacciamatura, non sul prato che si preferisce pulito e verde, dove già a febbraio fioriranno le prime bulbose. Tutto il fogliame recuperato va a finire nei cumuli di compostaggio, fonte di ottimo terriccio, un buon motivo per non trascurare questo lavoro.

Intanto si prosegue con le potature di pulizia dei rosai perché la siccità, la grandine ed ultimamente i temporali con venti molto forti hanno fatto parecchi danni. Per ora ci si limita all’eliminazione dei rami secchi, rotti o rovinati e si aggiunge terriccio con un po’ di concime ai ceppi delle rose più scoperti, formando un monticello. In alcuni casi siamo stati costretti all’espianto di arbusti attaccati da funghi o troppo deboli perché molto vecchi. Nella foto un fungo del genere Ganoderma che ha attaccato il ceppo di una New Down.

S’è dovuto eliminare la ceppaia di un Viburnum opulus attaccato da Armilariella mellea (chiodino). E’ stato uno scavo molto faticoso per togliere il più possibile i resti radicali rivestiti dalle ife bianche del fungo. La terra estratta durante il lavoro va portata altrove ed allargata al sole. Le radici, dopo averle lasciate asciugare, sarebbe meglio bruciarle. Infine la fossa, lasciata aperta all’aria, va cosparsa di zolfo in polvere e dopo almeno un mese, va riempita di terra nuova mescolata a terriccio di compostaggio. Nella foto chiodini in mezzo alle piante, dove la R. pimpinellifolia “Double White” sembrerebbe resistere.

Se la terra non è troppo bagnata, è un buon periodo per i nuovi impianti di arbusti, alberi e ovviamente rose, perché il terreno è ancora caldo ed è facile lavorarlo, ideale anche la messa a dimora  di  bulbose primaverili come crocus e narcisi. Pensando all’inverno che arriverà, prima o poi, non dimentichiamo di riparare quelle piante in vaso, troppo delicate o troppo giovani per sopportare periodi lunghi di piogge  e di gelo. Bulbose come i giovani gigli nati da seme o anche talee di rose, esposte all’aperto, non reggerebbero il clima invernale. Anche le cactacee e le succulente è meglio porle al riparo. Nell’immagine foto di Cymbidium

 Durante la potatura di pulizia ci dedichiamo anche all’asportazione della parte secca di gaure, aster, centauree e altre perenni o annuali che hanno accompagnato le fioriture delle rose durante l’estate e parte dell’autunno. Anche nell’orto abbiamo cominciato a pulire togliendo le piante esaurite come fagiolini, pomodori e cetrioli che vanno a finire nel compostaggio. Rimangono i cavoli , i radicchi, le cicorie che ci accompagneranno fino all’inverno.




4 Commenti

  • Matteo says:

    dom18nov2018

    Matteo

    domenica, 18 novembre 2018

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    Bell’articolo!
    Le foglie cadute vanno assolutamente riutilizzate in giardino, fate compost o pacciamatura sotto/dietro a cespugli e siepi…non portatele in discarica (se fossi a casa vi direi “portatele a me!”).

  • Giulia says:

    dom18nov2018

    Giulia

    domenica, 18 novembre 2018

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    Luigi passa con il tosaerba sulla foglie cadute. Ottiene così tre effetti positivi: fa meno fatica, le frantuma rendendole facilmente accatastabili sotto i cespugli e nel compost e diventano più rapidamente decomponibili.
    Altro lavoro che facciamo è tagliare il secco anche delle peonie erbacee lasciando alcuni stecchetti come memoria.
    Se possiamo piantiamo e spostiamo piante si guadagna un anno e saranno meno assetata la prossima estate. Aggiungiamo compost agli ellebori e foglie e compost agli agapanti in terra o a piante più delicate X difenderle dal freddo.
    Questo per ora Ciao Ciao

  • Romeo says:

    mar20nov2018

    Romeo

    martedì, 20 novembre 2018

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    L’idea di Giulia e Luigi è valida perchè così si raccoglie tutto già spezzettato e la trasformazione è più rapida.
    Se il materiale non è molto si può rasare lasciando sul prato l’erba e le foglie sminuzzate (mulching) che durante l’inverno lo nutriranno.

    Buon giardinaggio

  • Clara says:

    mar20nov2018

    Clara

    martedì, 20 novembre 2018

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    Carissimi, anch’io pratico il metodo “Luigi” per l’ ultimo sfalcio dell’erba. In questi giorni ho liberato le “prigioniere” dai loro aguzzini. Piante in difficolta’ perche’ soffocate da altre piu’ invadenti. Gli ellebori orientalis e niger in gruppo accanto alle felci in aiuola ombrosa. Si trovavano sotto una maonia soffocati anche dalla pachisandra non valorizzati e poco visibili. Sotto le rose ho trapiantato iris japonica e pachisandra, tapezzanti molto utili e da mezz’ombra, dovranno vedersela con l’edera, chi vincera’? Nell’aiuola degli anemoni , altre bestie feroci, ho salvato dei geranium, pochi, gli altri erano gia’ stati divorati. In questa aiuola ho lasciato anemoni e fragoline a combattere fra loro per contendersi lo spazio. Le heuchere si trovavano assieme agli aster, anche questi buoni per invadenza, e anche loro sono state collocate in posto idoneo. Conoscere le piante piu’ invadenti e quelle tranquille, che se ne stanno al loro posto, sarebbe utile per ridurre trapianti continui che stressano le creature. Bene, i trapianti mi hanno permesso di arricchire altre aiuole a costo e km zero. Tutto questo il luna crescente e con temperature in calo rispetto ai giorni passati. Speriamo bene, questa pioggia le aiutera’ nell’attechimento. Ora vado a vedere come hanno passato la notte. Mandi


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