giovedì, 30 giugno 2011

L’uliveto-giardino di Riccardo

E’ già un pò di tempo che Riccardo esprime l’idea di far vedere il luogo dove crescono i suoi ulivi, in una zona del Carso triestino. Per accedere alla proprietà bisogna percorrere una stradina talmente stretta che due macchine non hanno spazio sufficente per affiancarsi se si dovessero incrociare. La strada non è delle più facili, buche e pietre fanno sobbalzare le vetture ma alla fine ci si ritrova tutti. Lungo il percorso sono stati piantati, in precedenza, cartelli di benvenuto per gli “Amici in Giardino”.

Appena smontato mi rendo conto di trovarmi nella macchia carsica. Un odore di piante aromatiche, salvie, rosmarini, resine di pini mescolate alla fragranza del sottobosco nel calore del pomeriggio si esalta e colpisce il mio olfatto. Eppoi luce, tanta luce ma che non sbianca i colori bensì li accentua. Comprendo dopo un pò che dev’essere per l’azzurro cobalto del golfo di Trieste che sale nella luce pomeridiana.
Se, appena mossi pochi passi per quel che ho sentito e visto, cosa potrà esserci ancora? Liviana che era già partita in avanscoperta, verso un più alto pianoro, dove ci sono gli ulivi, mi racconta di aver visto un piccolo di capriolo che dopo uno scambio di sguardi si è allontanato con calma nel fitto del bosco, come una visione, quasi fosse un sogno.
E’ arrivato il momento di ascoltare Riccardo che con parole semplici ci trasmette la sua conoscenza degli ulivi. Racconta della fase della “mignolatura” (“Festa della mignolatura” è il nome che Riccardo ha dato al nostro appuntamento), detta fase è il momento in cui gli ulivi emettono dalle ascelle fogliari grappoli di gemme a fiore.
Di solito di poche parole, il nostro ospite, è fonte di racconti e di aneddoti sui caprioli e altri animali che dividono con lui questo territorio. -” Te vedi, qua al ga dormì el picio cola mama e la xe morto el nono”- si riferisce ai caprioli. -“go dovù meter la rede metalica torno le rose, cusì no me le magna. Le rose ghe piasi anche a lori, ah”-.  Mentre lo ascolto penso a quel luogo come dev’essere quando, andati via tutti, ritorna il silenzio e parla il bosco, con i suoi insetti, i suoi alberi con le foglie che sussurrano con il vento che arriva dal mare e i caprioli che strofinano le corna contro gli ulivi di Riccardo e probabilmente lui è l’unico a essere acettato in quel luogo perchè ormai in simbiosi con il suo giardino segreto che è uliveto, giardino con rose e iris ma anche orto, recintato a causa dei caprioli. Il piccolo capriolo riesce ad entrare ma non fa molti danni, precisa Riccardo, e si capisce che deve avere un cuore grande come una casa.
Il pomeriggio prosegue, come ormai è consuetudine, davanti a tavole con sopra ogni ben di Dio, grazie a Silva che ha preparato manicaretti di ogni genere e grazie anche agli amici intervenuti che come sempre sono stati generosi portando varie leccornie. Il tempo passa velocemente in buona compagnia, in uno scenario dove la natura domina, il mare che da lì si vede incorniciato da arbusti e querce centenarie, brilla sprigionando i riverberi del sole prossimo al tramonto.
E’ l’ora dei saluti, assieme a Liviana, decidiamo di fare la strada di ritorno, fino al parcheggio di Grignano, a piedi, per poter godere ancora un pò dell’atmosfera di quell’ambiente. La strada non è breve ma la luce magica del tramonto sul mare che a tratti cogliamo tra la vegetazione, l’interesse per qualche pianta particolare che incontriamo, l’osservare una farfalla che non riconosco, che veloce si infila nel folto degli alberi, il tempo passa veloce. Il rientro in macchina è agevole,  la strada è sgombra così posso ripensare al giardino segreto di Riccardo, forse con pochi fiori ma ricchissimo di sensazioni rendendolo così un giardino unico.

All’interno del giardino-uliveto di Riccardo sopra una lastra di pietra bianca d’Istria c’è scritta una esortazione al rispetto e all’attenzione per l’ambiente,  per i visitatori e tutti coloro che passano da quelle parti.

…….Vorrei mostrarvi quello che molte persone non vedono……Vorrei mostrarvi una bella autostrada asfaltata e scorrevole dove non potete vedere il suo inquinamento………..Vorrei mostrarvi una strada di terra battuta con buche e sassi dove non passano quasi mai le automobili ma quei automobilisti non possono vedere i fagiani, le quaglie o i merli che passano di là,…bisogna andare a piedi come loro…..Vorrei mostrarvi i caprioli nel bosco, ma oggi abbiamo già fatto troppo rumore e loro se ne sono andati e non posso mostrarveli…..Vi mostrerò gli ulivi, le querce centenarie, i ciliegi, i frassini e l’olmo e il carpino nero…..ma non posso mostrarvi tutto l’ossigeno che essi ci regalano e noi lo prendiamo a pieni polmoni……Non posso mostrarvi oggi le piante di rose che con fatica ho piantato perchè sono ancora piccole e se voi non tornate non le vedrete…..Non posso mostrarvi il riccio che esce di sera, perchè voi ve ne sarete già andati……Non posso mostrarvi il tramonto perchè voi che ve lo siete dimenticato gli mostrate le spalle.

“E’ scritta su pietra bianca d’Istria che faceva da tegola sulla casa dei miei nonni”   Riccardo




1 Commento

  • Valeria says:

    ven1lug2011

    Valeria

    venerdì, 1 luglio 2011

    |

    Carissimi grazie per il vostro bellissimo commento, e le bellissime foto, mi è parso sentire i profumi che descrivete così bene…Avvicinarsi al giardinaggio, come dico sempre, fa aprire mille porte – quelle di Riccardo e Silva sono diverse, affascinanti e uniche, così vicini alla natura da permette il miracolo che animali selvatici e schivi come sono i caprioli possano accettare, senza timori, la presenza di un uomo e di una donna quali amici e protettori.


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