mercoledì, 14 gennaio 2015

Il castello di Maredolce

Giardini e costruzioni arabo-normanne

Ho avuto la fortuna di visitare il Castello di Maredolce con la guida della professoressa Anna Capra, una signora di Palermo che fa parte di un’associazione che collabora con la Sovrintendenza ai Beni Culturali di Palermo al fine di restaurare antichi monumenti lasciati andare in rovina nel corso degli anni.
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mercoledì, 10 dicembre 2014

Il giardino di Pietro Puccio a Palermo

Il giardino di Pietro Puccio è praticamente in Palermo nella prima periferia. È un piccolo giardino ma è incredibile quante meraviglie riesca a contenere. E per chi appassionato della flora mediterranea è il massimo. Trovandosi nella zona 9 gode del clima subtropicale per cui possono crescere piante che nei nostri climi soffrono assai.
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giovedì, 12 giugno 2014

L’”Antigiardiniere” in azione.

Al confine (non segnato, ma convenzionato secondo l’andamento del terreno) stava una magnifica peonia Duchesse de Morny, piantata molti anni prima dalla padrona del giardino, prima che venisse diviso tra i due proprietari. Stava proprio sul confine e fioriva ogni anno all’ombra di un gigantesco cedro.
Cinque anni fa, un giorno, tornando a casa vidi che era stata stroncata. Erano rimasti solo alcuni mozziconi dei suoi eleganti steli. Autore dello scempio l’”antigiardiniere“, una persona che non sapendo come occupare il suo tempo taglia e taglia e taglia. Naturalmente ho protestato e sono riuscita ad ottenere che non la toccasse più. Adesso, dopo cinque anni, è tornata come prima. Anzi un fulmine ha abbattuto il cedro e adesso la peonia domina la postazione in tutta la sua bellezza.

Ma l’”antigiardiniere” non ha desistito.

Antigiardiniere in azione

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giovedì, 13 marzo 2014

Il vecchio mandorlo

il vecchio mandorlo

il vecchio mandorlo

Stamattina girando per il giardino, ben imbacuccata dato il freddo, ad un certo punto ho alzato gli occhi e ho visto il mandorlo rosa tutto in fiore.

È un vecchio albero, credo abbia più di cent’anni. Fa anche le mandorle e noi con dei lunghi bastioni percuotiamo gli alti rami, ma raccogliamo ben poco. Più abili sono gli scoiattoli e le cornacchie. Certi anni abbiamo trovato dei mucchietti di gusci bucati ai piedi della pianta: bottino ben nascosto da un intricatissimo rosaio Clair matin.

Quest’anno però nessuno guardava in alto e solo una vicina mi ha richiamato perché lo guardassi, poveretto, fiorito nel freddo che finalmente è arrivato. È rosa ma i fiori sono senza splendore ed è li che sembra dire: ”Il mio dovere l’ho fatto, mi spiace di apparire così striminzito”.

Tutto dipende dal tempo: questa matta stagione non finisce di stupirci.

Non ricordo di aver mai visto tante fioriture in gennaio ed il fatto più buffo è che convivono fioriture primaverili con quelle autunnali.

Per quanto riguarda le rose ha appena finito di fiorire la Iceberg, stanno fiorendo la Penelope, la Clair matin e tutte hanno qualche timido bocciolo che sta lì e non sa bene che fare.

Sono in gran fioritura i viburno tinus, le camelie, gli ellebori, i bucaneve, perché forse è quasi la loro stagione. Come anche è la stagione dell’edgeworthia che richiama con i suoi ciuffetti giallo oro e attira con il loro profumo.

E c’è anche la daphne odora variegata, profumata e bellissima, anche se i fiori appaiono quest’anno piccoli e pallidi. Ma il profumo è quello, quasi esagerato.

Il calicanto ha già finito da tempo di fiorire, come pure il gelsomino di S. Giuseppe.

I bulbi si slanciano verso l’alto, dovunque ci sono le viole mammole e le primule gialle, per non parlare della scarpata dove quest’anno, non si sa bene perché, il pyracanta è pieno di bacche rosse. Soltanto oggi ho visto alcuni passerotti che si infilavano e tentavano di beccare qualcosa. Gli altri anni a dicembre era tutto pelato. Mi ricordo Viatori che un giorno disse “No lo voio più, no go miga de darghe de magnar ai merli!”. Quest’anno invece è pieno di bacche come l’agrifoglio e la nandina.

Ma la nandina non deve piacere agli uccellini: tutti gli anni esce dall’inverno e mantiene le bacche finchè non sbocciano le pannocchie fiorite. Intanto cominciano a imbiancare i bordi delle aiuole i robusti iberis e più in là si fanno ammirare le bergenie.

È comunque un inverno strano: strano o no contemplo sempre le graminacee: il miscanto mantiene i suoi ciuffi, la hakonechloa ha un colorre rossastro, la poa si allarga gentilmente sul prato. Non occorre la neve per rendere singolare il paesaggio.

E intanto le euforbie buttano fuori i boccioli e aspettano un raggio di sole per allargarsi in tutta la loro bellezza.

Ma non è primavera… quella deve venire…


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