giovedì, 17 marzo 2011

Scarpe & Cervello 2010-2011

Escursione da Aquileia alla Laguna di Grado lungo il Natissa

Domenica 20 marzo 2011

Ritrovo

ore 9,30 presso il parcheggio vicino al Museo Nazionale di Aquileia
Testi di riferimento: Biagio Marin, San Giuliano, in Paesaggi, storia e memoria, Pisa-Roma, Fabrizio Serra, 2008
I testi sono scaricabili dal sito www.legambiente.fvg.it

In una serie di prove di scrittura di Biagio Marin pubblicate nel 2008 lo scrittore di Grado, carta topografica alla mano, si interpellava su certa distanza che i suoi concittadini ormai assumevano rispetto alla laguna aperta.

L’occasione di scorgere questo speciale ambiente con una prospettiva diversa gli veniva dall’occasione di una gita in barca da Aquileia lungo il Natissa e dalla visita a una serie di isole non più abitate dai pescatori di Grado, ma da forestieri. Con questa escursione cercheremo di leggere il paesaggio della bassa percorrendo gli argini della conterminazione fino ad arrivare in vista della laguna aperta e cogliendo dal vertice arginale due ambienti in rapida
trasformazione.

L’escursione prevista in territorio di Aquileia si muoverà in un settore di territorio che negli ultimi due secoli ha subito grandi trasformazioni anche strutturali del paesaggio. La cartografia dell’inizio dell’800 mostra in modo molto chiaro lo stato della gronda lagunare ancora interessata da fenomeni di transizione dolce dei paesaggi dall’ambiente salmastro a quello dolce delle terre più alte. Il bordo della laguna era difficilmente definibile nelle sfumature ecotonali di un progressivo transito da un ambiente all’altro. Le ampie praterie delle zone umide contenevano spazi leggermente rialzati, ma anche bassure e stagni capaci di ravvivare un ambiente che portava ancora in se il disegno delle antiche colonizzazioni romane. Nonostante l’effetto della subsidenza i segni della maglia insediativa agricola erano ancora leggibili nella reinterpretazione della bonifica austriaca di epoca teresiana.

I rettifili delle strade dell’attuale bonifica e del Canale Anfora ricordano la matrice del disegno territoriale che riposa alcuni metri al di sotto delle forme territoriali attuali insieme alle testimonianze della città-campagna romana. Allo stesso tempo ha la capacità evocativa di farci comprendere come a volte gli elementi resistano anche se trasposti sui piani d’uso. Quasi come se le antiche forme della colonizzazione umana fossero immanenti.

Oggi muoversi sull’argine permette di cogliere prospettive inusuali nell’area sempre più separata dal manufatto di terra. L’argine è un punto di vista e un confine, marca in modo secco il passaggio sempre più violento tra una laguna sempre più marinizzata e un territorio coltivato nelle forme di una meccanizzazione sempre più pesante.

I luoghi della transizione ecotonale sono ormai scomparsi mentre dall’alto di osservano questi due spazi e paesaggi.

I testi

Per comprendere meglio questi luoghi abbiamo colto l’occasione di un inedito di Biagio Marin pubblicato da poco dal centro studi di Grado. Marin ha descritto più volte l’ambiente lagunare, ma in questo lavoro dedicato a una gita all’isola di San Giuliano, si è soffermato su un tema ce ci sembra particolarmente interessante e moderno: la distanza che intercorre tra i luoghi in base alla lontananza psicologica degli stessi dall’abitante.

Per meglio dire, quanto sono vicini i nuovi luoghi del commercio e della produzione, pur posti a molti chilometri di distanza, e lontani certi luoghi posti dietro l’angolo, ma non frequentati. Marin si interpella sul motivo della nuova dimensione psicologica della laguna di Grado cogliendo uno degli aspetti più importanti della nuova percezione moderna del territorio. Anche le grandi bonifiche poste a ridosso dell’argine sono per la società contemporanea un paesaggio “distante”. Un luogo non frequentato e sopportato solo come spazio attrezzato per produrre cibo per i grandi allevamenti industriali. Un luogo dove anche la qualità dell’agricoltura possibile viene svilito e semplificato dalle pratiche d’uso provocando anche un conseguente svuotamento di popolazione. Le grandi case mezzadrili che osserveremo dall’argine sembrano grandi navi abbandonate in mezzo a un mare di terra.

Il testo di Marin che abbiamo scelto è senza dubbio uno dei minori, ma ci fornirà molti spunti per parlare della percezioni dei luoghi in termini di modernità.

I luoghi

L’escursione ci porterà ad attraversare l’Aquileia moderna lungo l’argine del Natissa in un ambiente in cui la presenza vicina della laguna si esprime attraverso la presenza diffusa di imbarcazioni lungo il fiume e la presenza, priva di qualità estetiche, della Marina di Aquileia. Lungo il corso d’acqua c’erano le terre più alte e meglio coltivate della gronda lagunare e in gran parte quel paesaggio di campi aperti è ancora riconoscibile seppure segnato ogni tanto dagli estemporanei usi impropri di alcuni lotti.

Lungo l’argine cercheremo di raggiungere la località Panigai dove il corso d’acqua sfocia in laguna di fronte all’isola di Montaron, già in comune di Grado, che evoca gli antichi usi delle valli da pesca e degli insediamenti lagunari costruiti con legno e canne palustri. Da qui inizieremo a percorrere il confine tra la bonifica aquileiese, portata a termine verso la metà degli anni ’30 del novecento e la laguna aperta e segnata da isole e casoni.

Il confine d’Aquileia qui cerca di definire i margini dell’ambiente barenicolo che caratterizzava la gronda lagunare, ma ormai quell’ambiente non esiste più e solo in occasione delle Mandragole sembra di poter riconoscere un lacerto del paesaggio antico. Lentamente raggiungeremo i pressi dell’isoletta di Ca Pantiera dove chiuderemo la passeggiata.

L’escursione

La passeggiata si svilupperà su un argine non sempre ben pulito dalla vegetazione. Si consigliano scarponcini da escursione ricordando che molto probabilmente incontreremo fango nonostante ci si sposti sul vertice dell’argine.

Per partecipare

Arrivando da Cervignano in direzione Grado superate il foro romano, lasciate a destra il museo nazionale e subito dopo, sempre a destra troverete un parcheggio inghiaiato che è il punto di ritrovo. L’escursione prevede una camminata lenta di circa sei ore (12 chilometri) che si snoderà lungo l’argine o su capezzagne dei campi. Sono sufficienti scarpe comode e un abbigliamento conforme alla stagione variabile e soggetta ad escursioni termiche. Pranzo al sacco, mentre chi vuole potrà fermarsi con noi a cenare presso il ristorante Terra & Laguna Wine Restaurant che da alcuni anni porta avanti una speciale ricerca sulla cucina legata al territorio con proposte delle peculiarità enogastronomiche delle tradizioni marinare e contadine della gronda. Cena con pesce di laguna a 20 euro. Per i problemi finanziari dell’associazione le escursioni di Scarpe & Cervello non saranno più gratuite, ma sottoposte a una quota di adesione per compensare i costi organizzativi. I non iscritti pagheranno 5 euro mentre gli iscritti 3. Per i bambini rimane tutto gratuito.

Numero massimo di adesioni: cinquanta

Per informazioni e prenotazioni

Moreno Baccichet: 043476381, oppure 3408645094, bccmrn@unife.it
Legambiente del Friuli Venezia Giulia: 0432 295483, info@legambiente.fvg.it
Informazioni aggiornate saranno inserite nel sito dell’associazione: www.legambiente.fvg.it




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