Incontro dei partecipanti e trasferimento all’aeroporto di Venezia. Partenza con volo Easyjet delle ore 09.30. Arrivo a Parigi Orly previsto per le ore 11.15. Partenza immediata per Giverny e visita della dimora dl Claude Monet, rimasta intatta come al tempo del celebre pittore con la cucina gialla e blu, il salotto con incisioni e acquerelli, l’atelier giapponesi e il fantastico giardino dove si sviluppa attorno ad un laghetto con le ninfee. Terminata la visita partenza via autostrada per Honfleur sistemazione in hotel. Cena in ristorante e passeggiata per il pittoresco porticciolo.
Consigliati dalla responsabile Grandi Giardini Italiani la nostra prima tappa verso i giardini in provincia di Como è stato Il Balbiano.
Purtroppo alle numerose telefonate da noi fatte nessuno rispose per cui ci siamo presentati tardi e inattesi. La vista dal cancello dello spetttacolo di quella parte del giardino è stata tanto stravolgente per eleganza e bellezza che abbiamo osato suonare. Dopo un pò mentre la “disperazione” ci attanagliava è venuto in nostro soccorso un omino giovane e gentilissimo, giardiniere fisso di tale paradiso. Le notizie furono funeste e non solo perchè non avremmo potuto accedere a tale delizia, ma soprattutto perchè nessuno più la vedrà in quanto la proprietà dal 10 di ottobre sarebbe caduta in mano a una ventiquattrenne russa che come primo atto aveva già licenziato il capo giardiniere che lavorava lì da 25 anni e il nostro interlocutore giardiniere da 5 al Balbiano.
Chiesto più tardi conferma a un rappresentante del FAI, i timori sono stati confermati. Chi volesse vedere cosa ci perderemo può guardare le foto su ‘Gardenia’ di Settembre 2011 e condividere il nostro disappunto.
Sconsolati e pure un pò innervositi ci siamo diretti verso il giardino della villa del Balbianello, forse una delle più belle ville sul lago di Como.
La proprietà è grandiosa, si raggiunge a piedi attraverso una lunga strada nel bosco che porta alla villa e sulle rive del lago. Dall’alto subito il panorama appare strepitoso esaltato dai giochi architettonici delle piante e dei percorsi che sorprendendoti fra i vedo e non vedo ti lascia senza fiato. Il giardino è costruito su terrazze che scendono fino all’imbarcadero. I sentieri oltre a glicini, azalee, rododendri ciclamini offrono riposo e occasione di meditazione con comode panchine da cui godere panorami pittorici mozzafiato. Quasi da ogni lato domina l’occhio la vista sul padiglione centrale della villa con tre arcate che fuoriescono da lato a lato dominando il lago. Siepi di alloro, bosso, rosmarino completano il senso di ordine alternati alle zone erbose come di rigore per un giardino settecentesco “all’italiana”. la zona così paesaggisticamente intensa e il territorio scosceso con tante rocce emergenti però rendono questo luogo estraneo sostanzialmente a qualsiasi classificazione.
Io ne sono rimasta folgorata per la maestria nella realizzazione, per il mantenimento estremamente difficile date le molte verzure a strapiombo, e per la piacevolezza dei luoghi.
Le foto del giardino della villa del Balbianello
Fuori da questo giardino di incanto abbiamo deciso di andare a vedere il famosissimo giardino di Villa Carlotta verso il quale nutrivo alcune riserve dato la grande pubblicità.
E non avevo torto: essendo un giardino per lo più di alberi possenti e acidofile enormi, ora gli unici colori venivano da annuali che riempivano le, per fortuna, poche aiuole. Colori impossibili: tagetegialli, lantane arancione, begoniette rosse, e geranei edera rossi.
OK Parliamo delle cose belle. “ONDE” enormi di azalee lungo i sentieri (purtroppo resi sicuri da quelle reti di plastica verde che sono un orrore). Alberi altissimi con tronchi inabracciabili per grandezza. Rododendri che per cecare luce si ergono verso l’infinito. E sotto occhieggia il lago. Un tunnel di agrumi con ogni tipo di frutto che pende e profuma. Valloni di felci arboree e non. Camelie come alberi che circondano uno dei “grotto”. Profumo inebriante di Olea fragrans che vedi solo se cerchi verso il cielo. Faggi purpurei, cedri enormi, cipressi, sequoie, platani di grandezza inimmaginabile.
E poi la casa museo veramente molto interessante con una mostra di statue e il piano superiore con arredi e decori dell’epoca. Il giardino dei bambù simil giapponese è un pò “voglio ma non posso” e il museo degli attrezzi agricoli merita una deviazione: altrove!!!
Le foto di villa Carlotta
Spero di avervi invogliato a programmare una visita.
Nel mattino di venerdì 25 febbraio, anno di grazia 2011, un gruppetto di giardinieri era in rotta alla volta del Santuario dell’isola di Barbana, nella laguna di Grado. Non si trattava di un pellegrinaggio e neanche dello scioglimento di un voto ma lo scopo che muoveva il gruppo di amici era comunque lodevole. Tutto era partito, probabilmente dal desiderio di Padre Stefano, priore del Santuario, di dare maggior decoro all’area adiacente alla Casa degli Esercizi spirituali, in cui si trova un giardino scarsamente curato.
Cari amici giardinieri, avevo visto dei quadri raffiguranti Bruges e ne ero rimasta colpita, vedendo poi il film “In Bruges” mi ero ripromessa di andarci di persona per vedere le meraviglie intraviste al cinema (la trama non mi era piaciuta ma lo sfondo era magico) e la città si è rivelata tale. Bruges ha avuto il periodo di massima fioritura nel XV secolo (quando era un porto il maggior centro commerciale a nord delle Alpi) e vi aveva attirato pittori della scuola fiamminga. L’insabbiamento del porto ha provocato il suo declino commercialee la conseguente crisi economica ha impedito qualsasi rimaneggiamento. Ciò ha consentito la conservazione della città e quindi la sua attuale fortuna turistica. Ho pensato come tutto sia relativo: la povertà del passato è alla base della fortuna del presente. Ora è una tipica città fiamminga medievale dichiarata patrimonio culturale dell’Unesco
A Cernobbio lago di Como presso Villa Erba si svolge la fiera florivivaistica Orticolario riproposta dopo anni in collaborazione con la già famosissima mostra Orticola di Milano di maggio.
La villa (XVII secolo) è immersa in uno dei più importanti ed integri giardini d’epoca esistenti. Notevole anche il labirinto e l’ingresso monumentale.
Calata nel dolce scenario dei Colli Euganei, la sobria ed elegante Villa Barbarigo stupisce il visitatore con il suo magnifico parco, splendido esempio di giardino all’italiana considerato fra i più importanti ed integri d’Europa.
“Juliana” è l’unico giardino botanico alpino della Slovenia. Fu fondato nel 1926 dal possidente e commerciante triestino Albert Bois de Chense (1871-1953) che cercò di ricrearvi delle condizioni ambientali il più possibile simili a quelle presenti in natura. A tal fine prezioso fu il consiglio di un suo amico alpinista, il dottor Julius Kugy. Una passeggiata nel giardino sarebbe dovuta essere come una passeggiata dal fondovalle sino alla cima delle montagne. Leggi il resto di questo articolo…
Sui colli vicino a Moruzzo ci sono dei posti particolari che Giuliana e Luigi frequentano da anni. Sono boschi, sottoboschi e un piccolo fiume, il Liole che li percorre qua e là.
Non sono coltivati, nè occupati da parchi giochi o tavolini da picnic.