martedì, 10 marzo 2015

Campus potatura: ortensie, rose, ulivo, ibisco

Concluso il ciclo di potature, grazie ai nostri soci, Sergio, Sandra, Romeo e Liviana, Luigi e Giuliana, Riccardo, Roberta e Clara, che ci hanno ospitato e trasmesso esperienze diverse, dal metodo biodinamico, alle rose, ortensie, ibiscus e potentille, ulivi…a Daniele che ci ha fotografato…ai soci che si sono prodigati a portare cibo e dolcetti deliziosi…e alla fine una bella passeggiata sulle colline di Moruzzo, immersi tra distese di crocus bianchi e azzurri, scille, epatica, leucoium…grazie a tutti per la bella compagnia.

Questo il video realizzato da Daniele

Alcuni consigli sulla potatura delle ortensie

Fonte: Vivaio Borgioli Taddei Ortensie antiche e da collezione

In alcuni appassionati di giardinaggio l’impulso a potare è sempre molto forte e talvolta si compiono vistosi errori con le ortensie: in ogni caso non potare è sempre meglio che potare male! Se non potiamo per niente le nostre ortensie queste potrebbero espandersi troppo, assumere un aspetto un pò disordinato, produrre fiori più piccoli ma, comunque, continueranno a crescere e a fiorire. E’ solo quando un giardiniere inesperto e dalla forbice facile interviene che si può perdere buona parte della fioritura e anche rallentare lo sviluppo della pianta. Una potatura corretta, tuttavia, è utile per guidare la pianta in uno sviluppo armonico ed equilibrato.

I criteri che dovrebbero guidare un corretto intervento di potatura sono pochi e semplici.

Le diverse specie del genere Hydrangea si possono dividere in due gruppi:

Quelle che fioriscono sul legno dell’anno: H.arborescens, H.paniculata.
Quelle che fioriscono sul legno dell’anno precedente: H. macrophylla, H. serrata, H.quercifolia, H. aspera, H. involucrata, H.anomala.

Per quel che riguarda le H.macrophylla e H.serrata, che fioriscono sul legno dell’anno precedente, ci si limita ad una ripulitura del secco, alla eliminazione degli steli più deboli ed alla rimozione dei fiori secchi tagliando sopra l’ultima coppia di gemme, che sono quelle che porteranno i fiori nella stagione successiva: l’opinione comune è che il vecchio fiore non andrebbe tolto fino a primavera perchè si pensa che esso protegga il nuovo germoglio; tuttavia le lacecap perdono quasi tutti i loro fiori con il gelo invernale…

E’ anche buona abitudine, nelle piante già di 5 o 6 anni di età, eliminare circa un terzo dei fusti tagliandoli a livello del suolo, scegliendo quelli più vecchi che generalmente sono più contorti e molto ramificati: questa potatura serve per promuovere il rinnovo graduale della pianta, per avere infiorescenze più grandi, per dare più luce ed aria all’interno, riducendo i rischi di attacchi da parassiti fungini…

Ecco anche alcuni consigli per le altre specie.

Hydrangea arborescens

Fiorendo sulla vegetazione dell’anno, consente ampi margini di potatura: potature drastiche (20-30 centimetri da terra) daranno cespugli compatti e tondeggianti con fiori globosi di notevoli dimensioni, mentre potature meno severe porteranno ad un cespuglio più alto, con più fiori ma più piccoli.

Hydrangea paniculata

H.paniculata fa parte del gruppo degli arbusti spoglianti che fioriscono sulla vegetazione dell’anno: potandoli all’inizio della primavera produrranno getti vigorosi che fioriranno in estate. Condizione essenziale è una potatura a fine inverno-inizio primavera, in modo che i rami fioriferi abbiano molto tempo a disposizione per svilupparsi: questa potatura può consistere semplicemente nel taglio fino a 2-3 gemme dalla base di tutta la vegetazione il che garantirà un cespuglio alto fino ad 1 metro con meno infiorescenze di dimensioni più grandi; in alternativa si può lasciar crescere un’impalcatura legnosa fino alla altezza desiderata per poi potare la vegetazione in prossimità dell’impalcatura ogni primavera, ottenendo delle forme di allevamento più alte. Possiamo anche non intervenire assolutamente con la potatura e lasciare la pianta libera di assumere una ampia ed alta forma arbustiva, ma nel tempo l’arbusto si trasformerà in un cespuglio scompigliato e pieno di ramoscelli con conseguente deterioramento della quantità e qualità dei fiori: potremo tuttavia intervenire con la potatura per riordinarlo affidandosi alla notevole versatilità di queste piante.

Hydrangea quercifolia

Fiorendo solo sulle gemme apicali differenziate nella stagione precedente, è assolutamente da evitare la potatura nel periodo invernale; se proprio volete contenerle o riformarle, intervenite subito dopo la fioritura (fine luglio).

Hydrangea aspera ed hydrangea involucrata

Queste due specie, entrambe della Sottosezione Asperae, non amano potature severe in inverno, pena la perdita di buona parte della fioritura. Meglio, limitarsi ad una potatura di ripulitura e riordino leggero alla ripresa vegetativa, eliminando soprattutto i rami danneggiati dal freddo invernale.

Hydrangea anomala e rampicanti in genere

La manutenzione è semplice e spesso si riduce, su esemplari adulti e ben sviluppati, ad un’eventuale potatura di contenimento subito dopo la fioritura, che generalmente è abbastanza precoce (maggio-giugno).

Le potature invernali implicano la rimozione delle gemme a fiore, che la pianta ha differenziato l’anno precedente.

Per quel che riguarda H.paniculata e H.arborescens, che fioriscono sul legno dello stesso anno, la potatura può essere più drastica: si taglieranno gli steli lasciando solo due gemme alla base ponendo le premesse per infiorescenze molto grandi.

Tutti gli interventi di potatura ora descritti vanno effettuati quando la pianta è in riposo vegetativo: il periodo migliore è febbraio-marzo.

Le rampicanti (H.petiolaris e H.seemani) invece richiedono una limitata potatura che serve più che altro a contenerne la crescita e tale intervento si può effettuare anche con la pianta in vegetazione come una potatura verde.

Per H.aspera, H.involucrata e H.quercifolia si consigliano solo potature di riordino e contenimento da effettuare dopo la fioritura.




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