venerdì, 17 settembre 2010

Il Gruccione, un amico dell’estate

Questa volta voglio attirare l’attenzione, non su qualche pianta, ma su un piccolo volatile poco conosciuto che frequenta, durante la bella stagione, alcuni dei nostri territori. L’arrivo o la partenza di certe specie di uccelli sono eventi collegati ai cambiamenti stagionali: la comparsa delle rondini e del cuculo alla primavera, l’inizio dell’autunno è caratterizzato, oltre alla partenza degli uccelli dei paesi caldi, dall’arrivo di quelli del nord Europa come fringuelli, tordi, lucherini, cesene e tanti altri. Per me, come rappresentante della calda estate, quella con il sole che brucia e il cielo senza nuvole, potrebbe essere eletto il simpatico gruccione dalla piacevole mascherina nera che copre gli occhi accentuando il suo stile esotico
Arriva da noi, dall’Africa, molto tempo dopo le rondini, quando fa già molto caldo, assieme al rigogolo dallo squillante color giallo e per nidificare sceglie rive alte e ripide di fiumi come l’Isonzo o torrenti come il Torre. Gli alti argini scoscesi, di sabbia alluvionale sono il suo ambiente, adatto per scavare profondi cunicoli dove deporre le uova,similmente al martin pescatore.
L’alimentazione del gruccione è composta da insetti tanto che è conosciuto anche come vespiere e questo fa intuire quali siano le sue prede preferite assieme a cavallette e libellule. Mi ricordo che già da ragazzo osservavo assorto gruppi di gruccioni in caccia nelle distese aperte dei campi di frumento appena mietuto di Fossalon o di Cà Viola.
Particolare il loro attacco, in volo agli insetti: con quattro battiti d’ala s’avvicinano alla preda e quindi per un attimo si fermano, quasi in verticale ad ali aperte, bloccando l’insetto con il becco. E’ simile ad una danza il suo muoversi in aria, e l’azzurro cangiante del petto lancia riflessi a chi riesce ad osservarlo da vicino.
Nei pomeriggi di fine agosto gruppi di gruccioni volteggiano sopra il giardino, assieme alle rondini per nutrirsi di insetti, forse tipule (zanzarone degli orti) e sembra quasi sia un modo di salutare l’estate che se nè va. Lo spettacolo dura circa una mezz’ora, le loro evoluzioni suscitano sensazioni di libertà e di fluire del tempo. Da anni assisto a questo comportamento che ormai è diventato un appuntamento da non perdere conl’esotico araldo dell’estate dalla mascherina nera.



1 Commento

  • Valeria says:

    mar21set2010

    Valeria

    martedì, 21 settembre 2010

    |

    GRAZIE, caro Romeo, veramente bello il tuo articolo nonchè le foto di tutti questi bellissimi uccelli di cui non conoscevo l’esistensa

    ciao Valery


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