sabato, 14 Dicembre 2013

Il curriculum verde di Patrizia

IL GIARDINO SUL FIUME

Non ce la farò mai a descrivere il mio giardino ma proverò comunque a raccontarvi qualche cosa.

Tutto comincia nel 1985 con l’acquisto della casa.

All’inizio era un triangolo di prato con tanti pini marittimi ma a distanza di anni molte cose sono cambiate.

Non aspettatevi un resoconto dettagliato di quello che è successo durante questo periodo o un elenco delle piante che sono state messe a dimora.

Vorrei solo brevemente raccontarvi come il tempo e il lavoro di questo pezzo di terra ha cambiato me.
I primi anni oltre al taglio della siepe, affidato alle mani del mio vecchio papà, la raccolta degli aghi dei pini, lavoro interminabile svolto con pazienza da Gianmario, (mio marito) e la tosatura dell’erba, non ho fatto nulla.

Successivamente sono passata al periodo dei grandi entusiasmi e delle enormi fatiche. Tutti i momenti liberi li passavo in ginocchio a cercare di migliorarne l’aspetto senza per altro essere mai soddisfatta ma soltanto “sfinita”.

Le piante erano spostate in continuazione provocandone (come dice mio marito) il disorientamento cosmico. Poi, non saprei quando, è arrivata la grande passione per le ortensie ma…da quel momento il clima è cambiato, estati torride si sono susseguite a inverni siccitosi, mettendo a dura prova le poverine e la mia pazienza.

Oggi è tutto diverso, la siepe sfuggita alle lame del tagliasiepe, in primavera mi regala una cascata di fiori bianchi profumatissimi ed io nascosta allo sguardo dei passanti ascolto orgogliosa i loro commenti. Ho imparato a lasciar fare alla natura e sopravvive il più forte.

Ho imparato a non aver più paura di tutti gli insetti, alcuni sono utili, altri alla fine della metamorfosi ci regalano delle splendide farfalle. E’ per loro che ho piantato la ruta e il finocchietto selvatico. Convivo tranquillamente con i pidocchi, tanto ci pensano le coccinelle a tenerli a bada.

Ho costruito mangiatoie per gli uccellini e, credetemi, guardarli pasteggiare attraverso la finestra è uno spettacolo, nelle notte d’estate poi un grande concerto di raganelle ci tiene compagnia.

Passeggio volentieri tra le aiuole inseguita dalla nostra cagnolina Bea che cerca disperatamente di rincorrere il gattone di casa che fa gli agguati saltando fuori dai cespugli, ammiro le mie creature anche se non sono perfette e il giardino ha assunto un altro aspetto, forse più selvatico, forse più maturo ma certamente più rilassante e io, che conosco bene i suoi tanti difetti, apprezzo i suoi pregi e lo amo.
Tutto questo per cercare di farvi capire che avere la fortuna di possedere un giardino non significa solo lavoro, bisogna viverlo ed è quello che ho imparato a fare in tutti questi anni.

Patrizia

Alcune foto del mio giardino




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